Budapest mon amour di Mauro Valenti

Panorama di Budapest

foto di Marina Zini

Viktor Orbán, il presidente del consiglio ungherese, eletto due anni fa, uomo colto e di lunga esperienza politica (ci si ricorda di lui come militante anti comunista), ha scoperto il piacere del potere. Per mantenerlo: rispolvera i  libri di storia e delira sulla Grande Ungheria dell’inizio del secolo scorso; disconosce la Banca centrale; non consente la diffusione di notizie non gradite al governo; sopprime ogni spazio per la libertà di stampa (da poco riconquistata in Ungheria); obbliga la magistratura a condiscendere le iniziative del governo; vara leggi elettorali che permetteranno al suo partito di essere rieletto senza difficoltà.

Qualcosa di simile, a noi in Italia, è già accaduto, o meglio Qualcuno. Qualcuno che vaneggiava sulla potenza dell’Impero Romano, che soppresse ogni libertà di parola e di stampa, che permise la sottomissione della magistratura alle volontà del potere esecutivo, che, con la famigerata legge Acerbi, rese inutile le elezioni, qualcuno che Viktor Orbán, evidentemente, ammira e vuole prendere a modello.

Sono stato recentemente a Budapest, la mia partenza non era priva di alcune preoccupazioni.

Infatti c’ero già stato più di quindici anni fa e, pur trovandola molto affascinante,  avevo visto una certa degradazione sia urbanistica che sociale. Bisognava stare molto attenti a non frequentare certe zone cittadine, anche centrali come ad esempio Moszkva ter, una delle piazze più importanti, crocevia dei traffici cittadini e nazionali. Oppure la prostituzione dilagante nel centro di Pest. Ero impressionato dall’inizio del disfacimento (almeno apparente) di quella nazione

Ritornarci, quindi, dopo tutti questi anni e dopo i tragici avvenimenti politici ed economici mi dava una certa ansia.

Però del tutto ingiustificata. Chi dovesse andarci si troverà una città bellissima. A partire dallo stupendo parlamento il Kossuth Lajos uno degli edifici più noti, più belli e più grandi del Paese e, nello stesso tempo, uno dei simboli di Budapest. Ma per descrivere questa città non basterebbe il nostro articolo i luoghi da vedere sono molti e tutti affascinanti: il quartiere della Fortezza vero borgo medievale posto su una collina di Buda dal quale si può godere un magnifico panorama cittadino diviso dal mitico Danubio. Nel centro del fiume si può ammirare il parco cittadino denominata “Isola Margherita”, e poi dirigersi a Pest trasformato recentemente in una realtà commerciale nel cui centro c’è Piazza Vorosmarty con la prestigiosa e carissima pasticceria Gerbaud. La città è molto pulita, è molto grande, è  ben servita da metropiltana (tre linee) e mezzi di superficie, i quali sono sempre puntuali …

Però qualcosa, comunque, manca.

Le tracce della storia del novecento non si vedono o sono ben nascoste. Tutto l’opposto di Berlino per intenderci! Poco nazismo – l’unica testimonianza, da noi intravvista, è rappresentata dalla Sinagoga (una tra le più grandi del mondo) all’interno delle quali ci sono monumenti raffigurante il salice piangente e le lapide commemorative dei morti ebrei assassinati dalla ferocia nazista. Per entrare, però, occorrono circa 18.00 euro, 5.000 fiorini, certo un modo per disincentivare la conoscenza.

E anche del recente passato comunista non si vede quasi nulla, anche il nome di  Moszkva ter, ho scoperto, si è trasformato in Szell Kaiman ter, (vecchio nome della piazza prima del 1951) quasi a voler cancellare non solo l’Unione Sovietica ma la stessa Russia,  dal ricordo ungherese.

Nella sua bellezza si ha l’impressione che la città viva un grande sonno. Bella, funzionale, a tratti favoleggiante, ma artefatta.

E’ l’impressione che generano tutte le capitali dei governi accentratori. Mancano le libertà, mancano i soldi, il paese spesso soffre della mancanza delle risorse basilari, ma l’immagine che se ne deve trarre è quello di una situazione sotto controllo, in ordine, pulita. Dove i treni (o gli autobus) sono sempre in orario …

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Budapest mon amour di Mauro Valenti

  1. clistene ha detto:

    Bravo! condivido

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...