ROMANZO DI UNA STRAGE. UNA STORIA INVENTATA (Mauro Valenti)

In una recente intervista a Radio Popolare il regista Marco Tullio Giordana, parlando del suo ultimo film “Romanzo di una strage”  dice: (…) il cinema ha il diritto, non di falsificare le cose, ma di adattarle alla necessità del racconto”. In effetti, “Romanzo di una strage” appare in più parti forzato, ed in altri poco credibili. La storia racconta gli avvenimenti intorno alla strage di Piazza Fontana. Il prima, il durante e soprattutto, il dopo.

Il prima: la descrizione di alcuni personaggi storici vitali nella narrazione della vicenda:

Calabresi: Il protagonista ed eroe del nostro romanzo interpretato da Mastroandrea. Poliziotto integerrimo, giusto,  è la versione drammatica di Maigret, senza pipa, senza pancia, più giovane, ma con la stessa intelligenza e perspicacia;   

Pinelli (Favino):  un anarchico romantico, ingenuo, e per questo vittima ideale, del perfido intrigo;

Moro (Giffuni):  funge da Presidente del Consiglio (invece era ministro degli esteri, ma, il vero Presidente del Consiglio, Mariano Rumor, evidentemente, era meno scenografico; un modo per adattare il racconto alle esigenze cinematografiche) grande uomo politico che avverte  tutta la drammaticità degli eventi in anticipo.

Il durante: la descrizione della strage, raccontata con particolari contestati: dal coinvolgimento degli anarchici, che comunque avrebbero messo un’altra bomba, anche se non pericolosa,   al povero Valpreda che non c’entrava proprio nulla, militante anarchico sospettato di aver messo la bomba e che fu assolto in tutti i gradi di giudizio.

Il dopo: con il nostro commissario che si ostina a perseguire la verità ed a scoprirla (anche se non a dimostrarla) e finirà barbaramente assassinato; con il Pinelli che cade giù dalla finestra del commissariato, giusto quando Calabresi, uscì dall’ufficio a sgranchirsi le gambe (a volte le coincidenze …) e nessuno sa cosa sia successo, con i poliziotti che interrogano gli anarchici con i guanti di velluto (manco fossimo in CSI), con i poliziotti cattivi e i carabinieri buoni.

Romanzo di una strage tenta di raccontare una verità conosciuta da molti, dove emerge una conflittualità interna allo stato, manovrata da americani, fascisti (Borghese) e golpisti e dove i morti sono registrati come male necessario o (nei casi migliori) incidenti di percorso. Lo fa, però,  sposando una versione a discapito della verità.

Il mio giudizio è sostanzialmente negativo. La storia non mi ha convinto e, amaramente, ho constatato che un regista del livello di Giordana (indimenticabili i suoi film più famosi: “I cento passi” e “la meglio gioventù) si è abbassato ad un operazione più commerciale (il libro da cui è stato tratto il film”Il segreto di Piazza Fontana”di Paolo Cucchiarelli, fino a pochi mesi fa sconosciuto e poco considerato, ha avuto una prevedibile impennata di vendite) che di ricostruzione storica di una vicenda che ha profondamente segnato la storia italiana.

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Una risposta a ROMANZO DI UNA STRAGE. UNA STORIA INVENTATA (Mauro Valenti)

  1. Fedora Ramondino ha detto:

    Caro Mauro, concordo pienamente con quanto scrivi pur non avendo visto il film. Non andrò a vederlo, almeno per rispetto a Pietro (mio carissimo amico), a sua moglie Pia e sua sorella Nena. E anche per me. Lo so, anche mio padre mi diceva :”per combattere un nemico devi prima conoscerlo bene…” – ma io proprio non ci vado. Anche altre persone hanno espresso più o meno il tuo giudizio, in più mi han detto che il Pietro fa anche la figura del pirla. E lui non lo era per niente…
    Grazie!
    Fedora

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