Il racconto omerico 1) Premessa (di Cleo Alaceo)

E’ pensiero comune  che la società occidentale così come noi la conosciamo debba la sua esistenza a tre antiche tradizioni: quella ebraica per la religione, quella romana per il diritto, quella greca per la cultura; e dando per veritiera questa affermazione il nostro racconto necessariamente deve iniziare dall’antica Grecia.

Nella storia antica il percorso che ci porta dalla  narrativa orale a quella scritta è assai lunga. Nelle comunità, inevitabilmente limitate nelle dimensioni,  l’immedesimarsi e il condividere esperienze e vicende (reali, mitiche o fantastiche) era operazione essenziale per la  propria cementificazione e per il consolidamento di un’appartenenza fondata sulle tradizioni . In questo senso la narrazione ha seguito un percorso che –  dal mito di  Gilgamesh (ma, probabilmente, anche molto prima) –  è risultato progressivo e , direi, allo stesso tempo, ridondante.

Quanto detto rientra come base primaria nell’esordio del racconto nell’occidente. Tra il II e il I millennio avanti Cristo la costruzione del mito costituisce la grande eredità orientale per la formazione filosofica, culturale e religiosa del medioevo greco.

E’ in questo contesto che nasce il mondo omerico; ovverosia, con la creazione del modello greco, in un certo senso con la sua codificazione (operazione che sarà meglio intrapresa da Esiodo) e con l’intreccio dell’eroe formatosi con gli eventi che hanno sconvolto la storia del popolo greco.  Di qui, l’evoluzione concettuale dall’epopea gilgameshiana.

Un elemento fondante per capire meglio il contesto di cui parliamo lo si può osservare, ad esempio, quando si ragioni sull’aspetto normativo che regola la vita della popolazione greca. Nell’epos omerico,  le norme trascendono dalla comunità o dal singolo individuo.  La “themis” non va ragionata va appresa, in quanto precetto divino e oracolare. Ben lontano persino dalle tradizioni egiziane o babilonesi (si ricordi che il codice Hammurabi è del XVIII secolo avanti Cristo)

Il racconto omerico narra di  popolazioni – anteriori al VII secolo avanti cristo – che ancora devono conoscere quella unità culturale che da lì a poco li caratterizzerà.  Tali popolazioni sono raggruppate in un contesto tribale e in uno stadio primordiale non statale (ma nemmeno cittadina);  l’elemento caratterizzante è riservato al soggetto – basti ricordare gli eroi:  Menelao, Agamennone, Achille ma, anche, lo stesso  Odisseo, solo per citare alcuni esempi.

Quanto sopra è importante per introdurre l’opera omerica. Sia dell’Illiade, che dell’Odissea. Da qui, infatti,  partiamo per poter approfondire il racconto omerico.

Dal prossimo numero ci addentreremo nell’opera.

 

n.b.

nell’ultima parte dell’articolo citeremo i riferimenti bibliografici

Questa voce è stata pubblicata in LETTERATURA CLASSICA, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...