Il racconto omerico 2) Illiade – Trama (di Cleo Alaceo)

L’Illiade non racconta tutta la guerra di Troia, ma solo un piccolo frammento. Poco meno di due mesi di una contesa bellica durata circa 10 anni.

Il conflitto, vuole il mito, fu scatenato dal rapimento da parte di Paride, principe troiano, della bella Elena moglie di Menelao, re di Sparta. Agamennone, fratello maggiore di Menelao, re di Micene raccoglie un potente esercito greco e va all’attacco di Troia per lavare la grave offesa recata.

La storia ha inizio con la decisione di Achille di ritirarsi dalla guerra.

Apollo, Infatti, scatenò una terribile pestilenza per punire Agamennone colpevole di aver sottratto la figlia Criseide al sacerdote dedito al culto del dio. Per placare l’ira di Apollo Agamennone  riconsegnò la figlia al sacerdote.

Achille a sua volta, convinto dalla dea Athena, consegnò la sua preda di guerra, la schiava Briseide, ad Agamennone. Bruciante di collera, l’orgoglioso Achille si ritira dalla contesa bellica.

Gli dei nella vita greca (come segnalato nell’articolo apparso nel numero scorso) sono fondamentali, pur nel libero arbitrio, decidono il corso degli eventi, e anche nella guerra di Troia il loro apporto sarà determinante: alcuni di essi parteggiano per i greci (Athena e Era ad esempio) e altri per i troiani (ad esempio Poseidone e Afrodite),  il vero ago della bilancia, però, rimane Zeus.

Zeus deve mantenere parola alla ninfa più bella e una delle sue amanti Teti.

Teti è madre di Achille e ha fatto promettere a Zeus di mantenere alto l’onore del figlio, pertanto Zeus farà pesare negativamente l’assenza di Achille ai greci. I troiani iniziano a vincere e arrivano al muro del campo acheo.

E qui che entra in scena un personaggio fondamentale per la chiusa finale dell’opera. L’amico, nonché amante di Achille, Patroclo interviene nella battaglia.

Patroclo precedentemente aveva chiesto ad Achille le sue armi. Lui le concede ma con la promessa di non inseguire mai i suoi nemici oltre le mura.

Patroclo riesce a respingere i nemici, ma nonostante il divieto espresso da Achille li insegue e viene quindi ucciso in battaglia. Il dolore e la sete di vendetta per l’amico morto fa rientrare Achille in  guerra. L’eroe si riconcilia con Agamennone e le sue rinnovate imprese culminano con l’uccisione di Ettore (eroe e principe troiano). Segnalo, a proposito, il capitolo XXII dell’Illiade per la sua particolare bellezza!

Il libro termina con i funerali di Patroclo e, grazie all’intercessione di Hermes, con la consegna da parte di Achille del corpo del figlio Ettore a Priamo (re dei troiani). A questo punto il libro termina con i funerali di Ettore a Troia.

Questo succinto riassunto non vuole nella maniera più assoluta sostituire la lettura che va doverosamente fatta (magari evitando la versione superata di Vincenzo Monti).

Nel prossimo numero procederò all’analisi dell’opera

Questa voce è stata pubblicata in LETTERATURA CLASSICA, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...