Il racconto omerico 5) Odissea – Trama (di Cleo Alaceo)

L’Odissea si differenzia in modo netto dall’Iliade. Ulisse ha dei valori da difendere che sono più a contatto diretto con i valori dell’uomo greco e della sua comunità rispetto al mito di Achille.
L’Odissea è un poema eroico nel senso moderno della parola. Ad Ulisse non bastano più, per affrontare il suo viaggio, l’onore e il coraggio, ma gli servono (forse anche più) la sopportazione e l’umiliazione, si difende con l’astuzia più che con la forza, quando questa si rivela in modo chiaro inutile. Usa travestimenti, mente, tradisce … Ulisse ha a che fare con realtà sovraumane: Non solo dei, ma: ciclopi, streghe, ninfe, mostri marini, eventi sovranaturali.
Ed è da qui che, come sostiene G. S. Kirk nel suo “Omero” (Tratto da “La letteratura Greca” – I Meridiani Mondadori editore), si possono riconoscere diversi i livelli di interpretazione dell’opera, ma il più significativo è quello dell racconto popolare, che darà tanti spunti al racconto fiabesco. Basti pensare ai giganti ciclopi (antesignani degli orchi) o alla strega circe, o alla affascinante principessa Nausicaa. Oppure agli espedienti utilizzati da Ulisse per scampare ai pericoli che gli si frappongono come ad esempio: il nome dato di Nessuno al ciclope, oppure lo stesso tappare le orecchie dei propri compagni che così non sentiranno il canto mortale delle sirene: i due terribili mostri Scilla e Carriddi o, per finire, il mendicante Ulisse che supera la prova dell’arco “stregato”.
Ve ne sono altre chiavi di lettura: quella ad esempio del racchiudere delle azioni universalmente condivise. Come ad esempio il riconoscimento (Ulisse mascherato da mendicante) identificato da alcuni (il cane Argo primo fra tutti) e non da altri (la stessa Penolope), un tema tanto caro ad esempio a Sofocle che lo usa abbondantemente nel suo “Edipo Re”.
Il sotterfugio e la menzogna possono essere le altre. La sfiducia verso il prossimo cattivo (Ciclope) o buono che sia (Penelope), spesso utile per salvarsi e continuare a sopravvivere.
Ma il senso ultimo e il più importante è nella persona del protagonista. Ulisse è capace di guardare la realtà e si adatta: dolore, delusione, frustrazioni, prova tutto ma la sua meta rimane la sola cosa importante per lui. Il suo ritorno a Itaca e il compimento della sua vendetta: questo lo rende veramente eroico!
Dal prossimo numero pubblicheremo prima l’illiade e successivamente l’odissea

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